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L’ Escrima è un’ Arte marziale di origini filippine, nota per la straordinaria efficacia nel combattimento totale, soprattutto per l’ uso delle armi bianche.
I principi e le tecniche che animano e compongono l’ Escrima, la rendono particolarmente adatta sia per coloro che ricercano lo studio approfondito di un’ Arte guerriera, sia per chi desidera completare la propria disciplina con un complemento armato.
“Un buon guerriero non è aggressivo,
un buon combattente non si lascia prendere dall’ira,
chi sa vincere non ha bisogno di dar battaglia,
chi sa guidare gli esseri umani si mette al loro servizio.
Questa è la virtù del non competere.
Lao-Tzu
Tao Te Ching
CARATTERISTICHE
La particolare impostazione tecnica dell’ Escrima propone lo studio delle armi fin dai primissimi giorni di pratica (scelta diametralmente opposta rispetto alla maggioranza delle arti marziali orientali). Successivamente si passa al combattimento a mani nude applicando le tecniche e i principi di combattimento appresi con le armi.
Uno dei concetti più importanti su cui si fonda l’ Escrima è l’ universalità:
utilizzare gli stessi movimenti usati per il maneggio di un'arma anche per il maneggio di armi diverse e per effettuare tecniche a mano nuda.
L’ arma con cui il praticante Escrima inizia la propria formazione è il bastone in rattan (olisi, yantok, baton, baston), lungo all'incirca quanto il braccio del praticante, da 45 a 70 cm. Altri bastoni usati per l'allenamento possono essere fatti con legni più duri e resistenti del rattan.
In alcuni sistemi si comincia con l'imparare il combattimento con due armi: due bastoni, due coltelli o bastone e coltello (sistema chiamato "espada y daga"). Altre armi tradizionali possono essere il bastone lungo, il bastone da pugno (pocket stick), la lancia, lo scudo, la frusta e il nunchaku, oltre alle classiche armi da taglio di medie dimensioni: bolo (machete filippino), kampilan (arma da taglio con lama rastremata verso l'impugnatura), barong (arma da taglio con lama a foglia leggermente curvata all'interno) e kriss (arma da taglio con lama serpeggiante che esiste anche di dimensioni inferiori).
Nonostante l’Escrima sia conosciuto soprattutto per l'uso delle armi, in quest'arte esiste anche un vasto repertorio tecnico nel campo del combattimento a mano nuda che copre sia lo scontro tra opponenti disarmati, sia la difesa disarmata da attacco armato, rendendolo un sistema dalla straordinaria completezza.
Tale bagaglio tecnico viene comunemente chiamato Pangamut e si compone di tre aspetti.
Panantukan, l’ Arte di colpire e difendersi con gli arti superiori: pugni, colpi di gomito, di avambraccio o con la mano aperta sono l'arsenale di tecniche utilizzate in quella che in occidente è chiamata anche "Boxe filippina".
Sikaran, l’ Arte di colpire e difendersi con gli arti inferiori: studia l'uso di calci e tecniche di ginocchio. Anche in questo caso, si apprendono gli utilizzi degli arti sia per l'attacco che per la difesa.
Dumog, l’ Arte della lotta ovvero le tecniche di controllo, di sbilanciamento, di proiezione e soprattutto le leve, le quali rivestono una particolare importanza in questa arte marziale per il loro utilizzo anche nelle tecniche di disarmo.
ORIGINI DELL’ ESCRIMA
Escrima, parola di origine spagnola il cui significato è "scherma".
Il primo contatto storico del mondo occidentale con l'Escrima si ha nell'epoca delle prime conquiste coloniali agli inizi del '500. Quando i "conquistadores" spagnoli arrivarono nelle Filippine, trovarono ad aspettarli tribù che usavano armi tradizionali per difendersi. Magellano venne ucciso nella battaglia di Mactan del 1521, secondo alcuni proprio sotto colpi di arma da taglio o bastone, secondo altri trafitto da una freccia.
Dopo aver preso possesso del territorio gli Spagnoli vietarono la pratica delle Arti Marziali Filippine (che però rimasero in forma nascosta in danze e rituali popolari) sostituendole con la scherma.
L’ Escrima risente ancora adesso dell'influenza spagnola.
Pare che l'origine dell'Escrima si trovi nelle arti marziali indonesiane, che hanno le loro radici nel Kun Tao e nel Silat.
Kun Tao (la via del pugno) non è altro che una delle evoluzioni che ha avuto il Chuan Fa (conosciuto in occidente ed a Hong Kong con il termine Kung Fu). Il Silat deriva dai movimenti adottati dalle arti marziali della penisola indiana e della popolazione araba che si insediò in Indonesia verso il XIII secolo.
Le Arti Marziali filippine hanno assorbito tecniche, concetti e schemi motori da qualsiasi arte marziale portata dai vari popoli con cui sono entrati in contatto nel corso della storia: indiani, arabi, spagnoli, portoghesi ed italiani, americani, giapponesi.
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