ARTI DEL MOVIMENTO, ARTI DEL COMBATTIMENTO, DISCIPLINE PER LA SALUTE E IL BENESSERE PSICO - FISICO
Techniche di Rottura
PROSSIMI EVENTI
SESSIONE INTENSIVA KARATE CON GM YOSHIOKA Lunedi 6 Febbraio 2012 ore 19:30 / 21:30 - sede IMAA Formello STAGE RISERVATI AGLI ISTRUTTORI Sabato 21 Gennaio 2012 (Wado Kenpo Karate 4° incontro) Domenica 22 Gennaio 2012 (Wing Tchun Kung Fu 4° incontro)
ore 16:00 / 19:30 - sede IMAA Formello
11 DICEMBRE 2011 - STAGE KUNG FU E KARATE
Grande successo per lo stage diretto dal DT Luigi Buccioli e dal gruppo insegnanti. I gruppi, provenienti dalle scuole dirette dagli Istr. IMAA Manuel Arca Sedda, Andrea Centofanti, David Sbardella, Daniele Vanina e dal M° Sifu Hermann Di Mauro, arrivato da Arezzo con gli alliervi della scuola di Kung Fu "Zenshin Club", hanno affrontato, per circa 3 ore, l' allenamento incentrato sulla presentazione dei nuovi programmi didattici e principi di combattimento, suddivisi in 3 blocchi di lavoro: forma - potenziamento dei mezzi di attacco - gestione di pieni e vuoti energetici. Grazie a tutti per la partecipazione e appuntamento al prossimo stage.
QUANTO E' T5RADIZIONALE IL TUO STILE? “Che stile pratichi? E’ autentico? E’ quello originale, o è modificato?
Il mio è puro (l’ unico) è quello tradizionale, è il migliore e il più completo”.
Quante volte abbiamo ascoltato o preso parte ad agguerrite discussioni su questo argomento. In nessun caso, secondo la mia esperienza, questo tipo di approccio ha portato un arricchimento o uno stimolo, in particolare in relazione all’ accettazione di una visione più ampia e di idee e lavoro altrui.
Si tratta di un gioco di ego diffuso, non solo nell’ ambiente delle Arti marziali ma fra tutti gli esseri umani, intrappolati, da sempre, in questo meccanismo di identificazione in gruppi e categorie, alla ricerca di un senso di controllo della propria realtà. L’ essere umano individua dei gruppi catalogandoli grossolanamente, collocando se stesso all’ interno di una categoria contrapposta a tutte le altre. Gli altri gruppi, generalmente, vengono percepiti come meno illuminati, inferiori. L’ interazione è vissuta con diffidenza e, a volte, con ostilità, alimentate da istigazione reciproca tra membri di uno stesso gruppo.
Vorrei esprimere la mia opinione, ponendo un quesito.
E’ possibile restare uguali a se stessi, per decenni, senza tradire le finalità dell’ Arte?
Nell’ universo tutto si trasforma, si evolve. I principi rimangono inalterati, pur manifestandosi in forme sempre differenti.
Il Tao muta costantemente.
Anche le Arti Marziali subiscono costanti processi di adattamento ed è una cosa buona e naturale. Se concetti e filosofie, che costituiscono la base di ogni disciplina, sono validi ed universali, l’ essenza rimane inalterata.
Quanto fu tradizionale Hironori Otsuka quando fuse lo Shinto Yoshin Ryu Ju Jitsu con il Karate di Okinawa? Quanto furono tradizionali i Sifu che crearono il Tang Lang, il Choy Lee Fut, il Wing Chun? Quanto furono tradizionali Oyama, Kano, Ueshiba? Quanto fu tradizionale Yip Man quando codificò le 116 tecniche dell’ Uomo di legno?
Se questi grandi uomini e grandi maestri avessero deciso di mantenere invariato l’ insegnamento ricevuto, il nostro mondo sarebbe più povero di idee, bellezza, creatività ed efficacia.
Ognuno di noi è una persona diversa, un essere umano unico, con intelligenza, sensibilità e fisicità differenti. Da queste diversità nascono mille differenze interpretative. La mia ricerca, come uomo e come maestro, si rivolge verso ciò che accomuna, verso ciò che unisce, a livello tecnico e concettuale. Nell’ apprezzare un gesto, un’ impostazione differente, anche non tradizionale, una nuova forma, che possa condurre alla realizzazione di un’ idea che esprima l’ essenza dell’ Arte.